Una sigaretta, la Lazio e il sarrismo

In una città dove per uno che si dichiara Laziale, ce ne sono più di tre che si dichiarano di #inquelli, nonostante poi le presenze allo Stadio e gli abbonamenti alla TV propongano un rapporto di 1 a 1,3, non c’è niente che mi faccia sentire me stesso e divertirmi come essere Laziale, contro la narrazione dominante, contro i media, contro tutto, tutti e Totti (fino a quando c’è stato).

Ogni Laziale è diverso, non ci hanno dato una squadra da tifare. È lei che, a volte imprevedibilmente, ci ha scelto. Una sola cosa accomuna tutti noi: siamo disincantati, ipercritici, soprattutto verso noi stessi. Mentre il motto del tifoso romanista è: “la Roma non si discute, si ama!”, il Laziale acritico non esiste.
Per questo gli ultimi 14 giorni, dall’abbandono di Inzaghi all’odierno ingaggio di Sarri, sono stati un concentrato di lazialità, che si è espressa, non essendoci il campionato, soprattutto sui social. Dopo la dipartita del tecnico spiacentino, abbiamo iniziato a prefigurare l’arrivo di chiunque potessimo già criticare.
Appena ha iniziato a circolare poi il nome di Sarri, uno che oltre a un curriculum di tutto rispetto, è famoso per essere un personaggio fuori le righe e per la bellezza, a volte superflua, del gioco delle sue squadre, è iniziato il delirio social.
Sarri fuma e i tifosi laziali, dai più giovani e scalmanati, ad austeri professori universitari, fino al sottoscritto hanno iniziato a riempire i social di emoticon con la sigaretta. E basta. Niente parole, solo emoticon: bastava che chiunque parlasse di qualcosa che avesse a che fare con la Lazio e una serie di matti metteva le sigarette.
Sembrava impossibile, la trattativa non si sbloccava, il Presidente Lotito non aveva mai puntato su qualcuno di già affermato e noi mettevamo sigarette, divertendoci in ogni caso.
Oggi l’account ufficiale della Lazio, proprio come noi tifosi, fregandosene del politically correct, anteponendo il gusto irresistibile per noi romani dell’ironia, all’ipocrita senso dell’opportunità annuncia l’arrivo di Sarri con un’emoticon: la sigaretta.
E poi a stretto giro, per riaffermare ancora una volta l’inestricabile incrocio di ironia, amore per il bello e per i guai che ci contraddistingue, carica un video su Sarrismo e Lazialità. Un minuto di noi: un quadro impazzito con Gandhi, Martin Luther King, Gascoigne, Paolo Di Canio, la Curva Nord, il tifo, l’arte, la bellezza e infine Sarri.
E probabilmente non vinceremo niente, ma ci saremo stati e comunque ci siamo già divertiti, contro tutto e contro tutti, abbiamo acceso la miccia con una sigaretta. Nessuno ci vorrà o ci potrà capire. Lo so: #magnotranquillo

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