Un anno di Lazio

Gennaio – Il 2020 della Lazio inizia sull’onda della vittoria della Supercoppa, secondo 3-1 inflitto alla Juventus nel giro di 15 giorni e Natale indimenticabile per i tifosi laziali, con la squadra che risale la corrente in campionato e arriva al nuovo anno con una serie di 8 vittorie consecutive. Che continua: la Lazio vince dopo una battaglia serrata a Brescia (2-1), Batte il Napoli con un gol nel finale di Immobile (1-0), travolge (5-1) la Sampdoria e porta a 11 le vittorie consecutive in campionato. Rifila poi 4 gol alla Cremonese, in Coppa Italia, qualificandosi ai quarti di finale, dove incontra il Napoli e cade: 1-0 al San Paolo, gol-lampo di Insigne, con Immobile che sbaglia un rigore. La sconfitta precede il derby, che la Lazio affronta da favorita. La Roma disputa una grande gara, i biancocelesti resistono e ottengono un pareggio, ma la serie di vittorie si ferma qui.

Febbraio
Si riprende la corsa, con 5 gol alla Spal. Poi l’ostico Verona porta via uno 0-0 dall’Olimpico. I biancocelesti sembrano accusare il peso della lunga cavalcata, ma vincono soffrendo a Parma, con un gol di Caicedo, e il 16 febbraio disputano una grande partita contro l’Inter, all’Olimpico, battendola 2-1 in rimonta, con gol di Immobile e Milinkovic-Savic. La Lazio è seconda in classifica a un punto dalla Juve e insiste, passando a Genova (3-2 al Genoa) e battendo facilmente il Bologna (2-0). Il rinvio del match tra Juventus e Inter regala alla Lazio la testa della classifica.
Provvisoria: il Covid è già entrato in azione, il campionato si ferma subito dopo il recupero della Juventus, che batte l’Inter e si riprende il primato.

L’esultanza dei giocatori: Lazio-Inter 2-1

Marzo/Maggio
Il lockdown ferma il calcio. Infuriano le polemiche sulla possibilità di riprendere il campionato o di sospenderlo, e in che modo. Le redazioni romaniste accusano Lotito di voler riprendere per poter vincere il campionato, come se non fosse lecito sperarlo. In realtà tutte le società hanno interessi economici che spingono a continuare, ma questo ai tifosi con la penna non importa. Semmai promuovono un’idea di playoff allargati a 8 squadre, nella speranza di vedere qualche club evitare l’esclusione dalla Champions League, magari in danno di chi sta facendo cose enormi.

Giugno
Alla fine si riparte. La Lazio va a Bergamo, dopo le polemiche che avevano preceduto il rinvio, con l’Atalanta che pretendeva di anticipare la gara per avere la squadra riposata in Champions League. La Lazio a Bergamo parte come un furia e va in vantaggio di due gol nei primi 11 minuti: un’autorete di De Roon e un missile da fuori di Milinkovic-Savic. Poi finisce la benzina e subisce il ritorno dei bergamaschi, che rimontano e vincono nel finale 3-2. Una serie d’infortuni impedisce a Inzaghi di ruotare gli uomini, il calendario serratissimo, con una gara ogni tre giorni, impedisce alla Lazio di recuperare. Giocano sempre gli stessi, ma è un crollo che va al di là delle difficoltà contingenti. Qualcosa è stato sbagliato, durante la sosta. Dopo Bergamo, la Lazio batte, stentando, la Fiorentina, vince poi col medesimo 2-1 contro il Torino, ma sembra cotta.

Luglio
Arriva il crollo: 0-3 in casa col Milan, squadra sulle gambe, che in campo cammina e perde, di nuovo, a Lecce, dove subisce la rimonta dei salentini (1-2). Stesso copione e stesso risultato col Sassuolo, in casa. Le inseguitrici rimontano, la Juventus, che stenta anche lei, aumenta il vantaggio. Lo 0-0 di Udine fa scivolare la Lazio al terzo posto. La trasferta in casa della Juventus, sognata, in inverno, come possibile giorno della verità per la lotta per il titolo, viene giocata da una Lazio decimata, che perde (2-1) ma si batte con coraggio, per dire che c’è ancora la forza di fermare la deriva e di prendere un posto in Champions League. Che arriva battendo il Cagliari. Sullo slancio, poi, travolti anche Verona e Brescia. Dopo 12 anni la Lazio accede al massimo torneo continentale. Immobile vince la Scarpa d’oro, battendo nientedimeno che Lewandowski.

Il record di Immobile: Scarpa d’oro con 36 gol!

Agosto
A Napoli finisce (male) il campionato: si perde 3-1 ma Immobile eguaglia il record di Gonzalo Higuain. Con 36 gol Ciro è il calciatore che ha segnato più reti in un solo campionato di serie A. Ci si ferma appena per riprendere fiato, mentre si discute su come sarà la nuova stagione. Che ripartirà subito, con un minimo di precampionato. Il mercato comincia con il sogno David Silva, che si trasforma in tormentone, fin quando l’asso spagnolo non scioglie la riserva per accasarsi alla Real Sociedad.

Settembre
La stagione comincia con un rinvio: l’esordio contro l’Atalanta slitta perché i bergamaschi hanno terminato la loro avventura in Champions League solo il 12 agosto. La Lazio comincia bene, vincendo a Cagliari 2-0, poi subisce una secca sconfitta con gli atalantini, in casa. Un 4-1 che brucia e preoccupa. Il mercato si chiude con qualche incognita, dopo le solite trattative sfibranti: nuovi arrivi Reina, Escalante, Muriqi, Fares, Pereira, Akpa Akpro, Hoedt. Partono Bastos, Berisha, Jony, Adekanye, Badelj.

Ottobre
Il sorteggio della fase ai gironi è fatto: Borussia Dortmund, Zenit e Bruges per la Lazio. Che in campionato fatica: un pari d’orgoglio (1-1) in casa con l’Inter, ottenuto in rimonta, con Milinkovic, e difeso in dieci per l’espulsione di Immobile. Poi un nuovo crollo a Genova contro la Sampdoria: 3-0 che preoccupa, alla vigilia dell’esordio in Champions. Che vede la Lazio risorgere e tornare quella dell’inizio dell’anno: uno scintillante 3-1 ai tedeschi, ottenuto con una prestazione eccezionale e una doppietta di Immobile alla sua ex squadra. Sull’onda dell’entusiasmo la Lazio batte anche il Bologna (2-1) ma incappa in una serie spaventosa di defezioni: la squadra è falcidiata dal Covid e parte per Bruges con gli uomini contati e una panchina piena di ragazzini. In Belgio i biancocelesti giocano una partita encomiabile e ottengono un prezioso pareggio.

Ciro segna da ex: il Borussia è battuto

Novembre
Sempre alle prese con il Covid, la Lazio passa a Torino contro i granata (4-3 in rimonta). Lo smacco subito scatena una campagna denigratoria senza precedenti da parte della stampa di proprietà del presidente granata, che insinua che la Lazio abbia manipolato i tamponi dei giocatori. Un trattamento che continua dalla primavera, con le polemiche sulla ripresa dell’attività, e ha, sullo sfondo, il braccio di ferro tra gruppi di potere per la cessione di parte delle quote della nuova media company, che gestirà i diritti tv del calcio, a un fondo d’investimenti. In un clima velenoso i biancocelesti, sempre con gli uomini contati, passano indenni (1-1) in casa dello Zenit, trovano un pareggio insperato in casa con la Juventus, in zona Caicedo, e arrivano alla provvidenziale sosta. Ripartono vincendo facilmente a Crotone (2-0), poi battono con una gara convincente lo Zenit (3-1) all’Olimpico. La qualificazione agli ottavi si avvicina. Le energie nervose consumate in coppa penalizzano però la squadra, che si presenta scarica in campionato e perde nettamente in casa con l’Udinese (1-3).

Dicembre
A Dortmund un’altra grande prestazione: 1-1, con Immobile ancora a segno contro i gialloneri, e forcing finale della Lazio che cerca la vittoria nel girone, che non le sarebbe sfuggita senza i mille contrattempi dell’ultimo mese. In campionato si torna a vincere in casa dello Spezia, prima del pari interno col Bruges che segna il passaggio agli ottavi di finale di Champions League, dopo vent’anni. Una gara che vede la Lazio alternare momenti felici a paure e apprensioni, e si chiude con una terrificante traversa dei belgi. Rischiata un’immeritata beffa, la squadra cerca la rimonta in campionato ma viene bloccata dal Verona: 2-1 all’Olimpico, con i biancocelesti in vena di follie. Una goffa autorete di Lazzari e un errore marchiano di Radu regalano il successo ai veneti. Il sorteggio degli ottavi riserva alla Lazio l’onore di affrontare i campioni in carica del Bayern Monaco. I biancocelesti non reagiscono a Benevento, dove il derby tra i fratelli Inzaghi termina con un deludente 1-1. Si torna a vincere col Napoli, un bel 2-0 che fa sperare in una rimonta in classifica. Ma a Milano la Lazio chiude la stagione con una gara che la racconta alla perfezione: sotto di due gol, regalati al Milan capolista con errori banali, rimonta, gioca un calcio scintillante, prova a vincere e perde, nel finale, per l’ennesima amnesia difensiva. Si chiude all’ottavo posto in classifica un anno iniziato sognando lo scudetto. Tanti i dubbi: una difesa-colabrodo, un attacco che sembra saper segnare soltanto con prodezze individuali, Inzaghi che tarda a firmare il rinnovo del contratto e il ragionevole sospetto che Lulic, fermo da dieci mesi, non possa più tornare a giocare in piena efficienza per un infortunio più grave del previsto.
Finisce il 2020, che ha illuso i tifosi e poi li ha delusi, ma ha anche regalato dei grandi momenti.
Resta la speranza in un 2021 migliore.
In tutti i sensi.

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